“Per ogni problema complesso, c’è sempre una soluzione semplice. Che è sbagliata”. Questa frase di George Bernard Shaw potrebbe essere l’epitaffio del tempo che stiamo vivendo, in cui la complessità del nostro quotidiano cresce incessantemente, al pari della tendenza alle risposte ipersemplificate, ridotte alogan o a post di poche frasi sui social.
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martedì 4 settembre 2018
ponti crollati, controllati e controllori. Un'occasione mancata per riflettere. Il mio articolo per Envi.Info
venerdì 4 agosto 2017
Olimpiadi, Expo, e amnesie in malafede
Dopo l'assegnazione a Parigi delle olimpiadi 2024, si è scatenata un'ondata di rimpianto per la presunta occasione persa da Roma con la rinuncia ai Giochi. Tornando a chiarire che non sono certo un fan della Raggi, che anzi mi sembra platealmente inadeguata al ruolo che le è toccato, rimando a questo Link per spiegare perché dire no alle olimpiadi mi é sembrato un atto di realismo e responsabilità. Tra gli argomenti più sfruttati dai fautori del rimpianto, viene citato l'esempio di expo Milano, come esperienza baciata da un successo senza ombre. Penso sia utile segnalare a questi signori, dotati di molto opportunismo, pochi argomenti e memoria corta, che le cose non stanno proprio così. Se vogliamo parlare di Expo, non possiamo non ricordare che, per sei mesi di fiera e una lucidata a strade e palazzi di Milano, si é spesa una cifra spaventosa , stimata (visto che i conti complessivi non sono mai stati resi pubblici) in una decina di miliardi di Euro. Già questo dovrebbe sollevare, almeno nelle persone oneste e di buon senso, qualche dubbio sul saldo costi-benefici dell'operazione. Se necessario, possiamo aggiungere al promemoria le opere inutili pagate e ancora oggi tenute in piedi con soldi pubblici tipo BreBeMi, le migliaia di ettari cementificati, l'abbandono dell'area Expo senza un vero progetto per il riutilizzo, a parte occasionali bla-bla governativi. Se non bastasse, possiamo ripercorrere le cronache giudiziarie degli ultimi anni, e rammentare le decine di arresti, gli innumerevoli casi di corruzione, le tante inchieste ancora aperte su conti e appalti.
Sono passati meno di due anni, davvero ci siamo già dimenticati tutto?
Sono passati meno di due anni, davvero ci siamo già dimenticati tutto?
venerdì 7 luglio 2017
L'Italia dei capannoni che non ce la fa
Girando per l'Italia, i segni più evidenti della crisi, quelli in cui il disfacimento sembra imminente, si trovano nei luoghi dello "sviluppo" che il Paese ha sognato e inseguito negli ultimi decenni: gli scheletri dei capannoni abbandonati, i rimasugli delle villette mai ultimate, i fantasmi di strade e stradine inutili. L'Italia che dà l'impressione di potercela fare é invece quella che ha saputo riconoscere, proteggere e valorizzare il patrimonio ambientale, paesaggistico, storico e culturale ereditato dagli scorsi millenni. Sia chiaro, non sono un illuso che crede che il paese possa vivere di agricoltura biologica e visite guidate ai borghi medievali. So benissimo che un certo tessuto industriale e infrastrutturale è necessario. Credo però che sia ormai evidente come il modello di sviluppo basato sull'asfalto, sul cemento, sulla predazione del territorio, stia dimostrando il proprio fallimento, del quale i nostri figli e nipoti pagheranno il prezzo. Solo una classe dirigente miope o corrotta può continuare a promuovere il sogno (o l'incubo) di un presunto "sviluppo" a base di catrame e calcestruzzo.
mercoledì 14 dicembre 2016
Alberi di Natale che raccontano storie
Si potrebbe partire dagli alberi di natale per raccontare una storia. Una storia iniziata nel 2012 con l'ormai dimenticato albero a pedali, e terminata nel 2016 con orrendi coni tempestati di lampadine e ornati da uno scudo crociato. È stato l'assessore Casa, vantandosi di avere incenerito 125mila euro per luminarie di chiaro stampo ubaldi-vignalesco, a spiegare che l'albero "ecologico" era stato un ripiego un po' sfigato, imposto dallo stato di dissesto delle casse comunali. LEGGIRimessi sotto controllo i conti, ecco che si può tornare serenamente al gioioso spreco di elettricità e ai cadaveri di abeti trentennali segati per arredare una piazza per venti giorni.
Peccato che qualche ingenuo avesse letto nell'albero con le cyclette un primo segnale tangibile del tanto sbandierato cambiamento di paradigma nell'amministrazione cittadina, nel quale allora qualcuno credeva. Invece si era trattato solo di una parentesi da straccioni, in attesa di tornare ad illuminare a giorno le vie dello shopping come consumismo comanda.
lunedì 24 ottobre 2016
Un ponte, i Senza Vergogna e i Senza Memoria
Un ponte gigantesco, costato decine di milioni, con spazi coperti inutilizzabili in quanto contrari alla legge, che collega stradine di quartiere, percorso da poche auto al giorno.Ieri sera, una folta rappresentanza di carnefici è tornata a banchettare sul luogo del delitto, prendendo a pretesto il povero Giuseppe Verdi che, non a caso, Parma la frequentava meno possibile, preferendole Milano e il suo buen retiro nel piacentino.
C'erano tutti:
Sorrideva al fotografo il progettista, all'epoca anche vicesindaco e senatore, praticamente la statua equestre del conflitto d'interessi.
C'era l'ex direttore del giornale locale, che ha sostenuto ventre a terra quella stagione amministrativa disastosa e fallimentare.
Era ben rappresentata la crema dell'imprenditoria locale, che al tempo non alzava un sopracciglio mentre la città veniva derubata, violentata, ridicolizzata, ed oggi grida al declino.
E c'era anche buona parte dell'attuale giunta, non si capisce se per crisi d'identità, sindrome di Stoccolma, o banale ricerca di consenso per le prossime elezioni.
Uno spettacolo pazzesco, incredibile. La razza padrona che senza vergogna sfida la storia e il buon senso, confidando -a ragione- nella tragica mancanza di memoria e consapevolezza della comunità che giace ai suoi piedi. Mancava solo un'insegna luminosa con scritto "io so' io, e voi nun siete un cazzo!"
Erano tutti, ognuno per la propria parte, nella stanza dei bottoni ai tempi del Grande Saccheggio, ed oggi starnazzano scandalizzati per la situazione che hanno contribuito a creare, proponendosi come soluzione. Invece a me pare che questi siano il problema.
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